Pinza veneta, la mia ricetta
febbraio 21, 2013 in Ricette con frutta, Ricette dolci e dessert, Ricette dolci lievitati, Ricette tipiche e straniere
La pinza veneta, oltre ad essere una ricetta della tradizione della mia regione, è un dolce che mi riporta indietro nel tempo fino alla mia infanzia, quando la mia nonna materna preparava ancora dolci. Mi ricordo tante cose, tra cui che mi piaceva moltissimo, con tutta la squisita frutta secca che contiene, e che ci metteva un sacco a farla. L’ultima volta che l’ho mangiata da lei avrò avuto 10, forse 12 anni.
Mi sono decisa a farla da me solo quest’anno, dopo che Susanna ha pubblicato la sua versione. Mi sono ricordata di quando la nonna stava bene, mi sono ricordata della pinza veneta e della delusione quando ho scoperto che la pinza che vendono OVUNQUE a Trieste non ha niente a che fare con la mia pinza ma non è altro che una focaccia dolce senza niente dentro… Così ho deciso di farla, la mia pinza veneta.
Sono partita dalla ricetta di Susanna, che però non era come la ricordavo dalla nonna, ma penso che ogni famiglia veneta abbia la propria versione. Quindi mi sono un po’ informata e, con una mano dalla mamma, sono risalita ad una versione della pinza veneta che penso sia piuttosto fedele all’originale che avevo in mente. Non voglio spacciare questa ricetta per LA ricetta, è la mia versione della pinza veneta che faceva la mia nonna, voglio solo condividere con voi un pezzetto della mia infanzia tramite questo dolce antico e delizioso, davvero.
La pinza veneta
Piccola precisazione: la versione originale di alcune zone del veneto prevede l’uso di una polentina di farina di mais bianca da cui partire per fare la pinza, ma io ho usato del pane raffermo bagnato con il latte, perché mi pare di ricordare che la nonna la facesse così. Il risultato è straordinario.
200g pane raffermo
2 bicchieri di latte
1 manciata semi di finocchio
25g lievito fresco di birra
1 bustina lievito chimico per dolci
buccia grattugiata di un’arancia e un limone
150g zucchero
200ml latte
50g burro
½ bicchierino grappa
500g uvetta
100g pinoli
100g noci
250g fichi secchi
250g farina 00
Procedimento:
Mettere i due bicchieri di latte in un pentolino assieme ai semi di finocchio, portare a ebollizione quindi far raffreddare e versare sul pane raffermo tagliato a cubetti. Lasciare ammorbidire per qualche ora, io l’ho lasciato per tutta la notte in una terrina coperta.
Preparare il lievitino: sciogliere i 25g di lievito di birra in 200ml di latte tiepido con un cucchiaino di zucchero e 4 cucchiai di farina, quindi mettere da parte a riposare in un contenitore coperto (canovaccio o pellicola trasparente).
Dopo mezz’ora, prendere il pane bagnato con il latte e unirvi 150g di zucchero, la grappa, il burro sciolto e lasciato raffreddare, il lievito per dolci, il composto lievitato che avevamo messo da parte, la buccia del limone e dell’arancia, l’uvetta (lavata e strizzata), le noci, i fiche secchi a pezzi, i pinoli e un pizzico di sale. Impastare il tutto con i 250g di farina, lavorando il tutto velocemente con un cucchiaio.
Imburrare lo stampo (io ho usato INFORMA della Pavoni, ideale per questo tipo di composto e per questo tipo di dolce!) e versarci il composto. Mettere nel forno spento coperto con uno strofinaccio bagnato e lasciare a lievitare per 2 ore.
Infine riscaldare il forno a 180° e cuocere la pinza veneta per 15 minuti a questa temperatura, poi abbassare a 140° e cuocere per un’ora e mezza.
Non sottovalutate questo dolce della tradizione povera veneta, vi sorprenderà!
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English Version
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The Pinza Veneta, in addition to being a traditional recipe from my region (Veneto), is a dessert that takes me back in time to my childhood when my grandmother still used to bake. I remember many things, including that I loved this treat, with all the delicious dried fruit in it, and I also remember that it would take a lot to do it. The last time I ate it from grandma I must have been 10, maybe 12 years old.
I finally decided to do it by myself only this year, after Susanna had released her version. She made me think of my grandma, when she was still fine, I suddenly remembered my Pinza Veneta and how disappointed I was when I found out that the so-called Pinza that is sold ANYWHERE in Trieste has nothing to do with my pinza veneta, but is nothing more than a sweet focaccia with nothing inside… All these things made me decide to bake my own pinza veneta.
I read Susanna’s recipe, but it was not quite the recipe I remembered from my grandmother, but I think every family has its own version. So I tried to retrieve my grandma’s version and, with a helping hand from my mum, I came up with a version of the pinza veneta which I think is pretty close to the original I had in mind. I will not sell this recipe for THE recipe, this is my version of what I could recall of my grandmother’s, I just want to share with you a piece of my childhood through this old, traditional and really delicious cake.
Pinza Veneta
Small clarification: the original version in some parts of Veneto involves the use of white polenta flour, but I used stale bread soaked in milk instead, because I think I remember grandma would do so. The result is extraordinary.
200g stale bread
2 cups of milk
1 handful of fennel seeds
25g fresh yeast
1 teaspoon baking powder
grated rind of one orange and one lemon
150g sugar
200ml milk
50g butter
3 tbsp grappa (or brandy)
500g raisins
100g pine nuts
100g walnuts
250g dried figs
250g flour 00
Method:
Put two cups of milk in a saucepan along with the fennel seeds, bring to a boil then let cool and pour over bread cut into cubes. Leave to soften for a few hours, I left it overnight covered in a bowl.
Prepare the base: dissolve 25g of yeast in 200ml of warm milk with a teaspoon of sugar and 4 tablespoons of flour, then set aside to rest in a covered container (cloth or plastic wrap).
After half an hour, take the bread with milk and add 150g of sugar, brandy, butter (melted and cooled), baking powder, the base prepared earlier, zests of lemon and orange, raisins (washed and drained), walnuts, dried figs to pieces, pine nuts and a pinch of salt. Mix everything with 250g of flour, working it all quickly with a spoon.
Butter the mold (I used INFORMA of Pavoni, ideal for this type of batter and this type of cake!) and pour the mixture in it. Put in the oven (switched off) covered with a wet cloth and leave to rise for 2 hours.
Finally, heat the oven to 180 degrees and bake the pinza veneta for 15 minutes at this temperature, then lower to 140 degrees and bake for an hour and a half.
Do not underestimate this poor traditional Venetian cake, it will surprise you!




















Confermo la bontà di questa ricetta, ottima a colazione o con un liquorino alla sera!
Tra l’altro rimane perfetta anche dopo alcuni giorni.